I Villans turchi del Trabzonspor

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Chupito

Il chupito consiste in un bicchierino di superalcolico bevuto tutto d’un fiato, magari per rompere il ghiaccio o ravvivare una conversazione ormai in stallo. La nostra rubrica vi omaggia di qualche breve aneddoto per fare bella figura con amici, parenti e amanti.

Negli anni Trenta il calcio turco era perlopiù suddiviso in campionati regionali, con una fase finale nazionale – Türkiye Futbol Şampiyonası – che raggrupava le squadre vincenti con partite a eliminazione diretta. Il campionato regionale che faceva capo a Trebisonda era dominato dalle due maggiori squadre del capoluogo, acerrime rivali se non addirittura nemiche dichiarate: İdmanocağı e İdmangücü. La prima vestiva di giallo-rosso e la seconda di bianco-verde.

Nel 1962 il presidente della federcalcio turca Orhan Şeref Apak vuole formare un nuovo campionato nazionale (oggi Süper Lig) e chiede alle squadre di fondersi con le cugine in modo da avere una unica rappresentativa per città. L’esasperata rivalità tra İdmanocağı e İdmangücü era più forte di ogni trattativa intentata dalle due dirigenze per giungere a un accordo e la città fu estromessa dalla massima serie.

Amici? Fra qualche anno forse…

Il 2 agosto del 1967, dopo varie fusioni fra le due principali fazioni con altre squadre minori del territorio e azioni legali per l’attribuzione del nominativo Trabzonspor, si riesce a trovare un accordo e nasce il Kulübü. Il problema però adesso sono i colori sociali. In prima battuta viene proposto di usarli tutti – perché nessuno vuole cedere i propri –, ma l’idea viene subito bocciata.

Ci sono varie versioni su come si sia arrivati all’attuale colorazione, una sostiene addirittura che ognuno dei due club scegliesse un colore diverso dagli storici giallo-rosso-bianco-verde. La più accreditata invece è, come sempre, la più semplice ed è frutto del caso (come avrete imparato a capire leggendo queste pagine).

Durante il pranzo ufficiale della partita di Europa League vs Apollon Limassol (finita 4-2, n.d.a) al delegato e ex segretario dei Villans Steve Stride viene raccontato dal presidente turco Ibrahim Haciosmanoglu che i colori sociali del neonato sono dipesi dalla generosità dall’Aston Villa, assicurando che è un dato di fatto.

Quando il club è stato formato nel 1967 eravamo così a corto di soldi che non avevamo nemmeno un kit, furono contattati diversi club in Europa e il Villa è stato l’unico a rispondere, inviandoci un set completo.

Il fortunato Steve ha poi ricevuto in dono anche una per suggellare l’amicizia.

Autore

Grafico, di nuovo portiere di calcio e calcio a 5, appassionato di Subbuteo, tifoso viola, semi-giapponese di acquisizione. L'amore per le maglie è una logica conseguenza o la matrice iniziale, visto che è nato parallelamente all'amore per il pallone in seconda elementare.

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