La Palma è fiorita: Miami ufficializza la away 2021

Lascia un commento
Estetica / Maglie / Resto del mondo / Zone

Stavolta non ci sono state sorprese e le indiscrezioni dei giorni scorsi, che avevano alimentato aspettative altissime, sono state confermate in toto.

Il risultato finale è notevole: una che racchiude in sé tutta l’estetica di . Uno di quei rari casi in cui si può togliere lo stemma dal petto e non avere dubbi su quale team associare alla divisa. É così perfetta da rendere difficile scrivere qualcosa in proposito: le immagini parlano da sole per chiunque abbia una conoscenza, anche solo marginale o circoscritta ai clichè televisivi, di Miami . É talmente ineccepibile, fin nei dettagli, da rendere superflui – e per certi versi inutilmente retorici – quei passaggi che, in sede di presentazione, hanno cercato di illustrare le motivazioni ed i simbolismi su cui si sono fondate le scelte stilistiche .

Gli elementi della composizione

Il kit è costruito intorno a quattro elementi fondamentali, combinati insieme in modo impeccabile: la palma, i fenicotteri, la finitura azzurra interna e l’iscrizione sul retro del colletto. Vediamoli più nel dettaglio.

Il pattern della palma è sicuramente l’elemento principale, non per niente “dà il nome” alla maglia. La goffratura le conferisce tridimensionalità e carattere, mentre dal punto di vista simbolico “richiama unità, trionfo, longevità, vittoria, regalità e onore”. Certo, tutto molto bello, ma bastava dire che la palma, nell’immaginario collettivo è un elemento inscindibilmente legato a Miami. Trovatemi qualcuno al mondo che associ la città più importante della Florida al pino silvestre.

La coppia di fenicotteri è quella dello stemma sociale, da cui vengono estrapolati al fine di conferir loro maggiore importanza e ribadendone il valore di “simbolo di unità ed elemento chiave della nostra identità”.

La finitura azzurro elettrico all’interno del fondo maglia viene presentata come “un omaggio alla Baia di Biscayne che delimita e connette il Sud della Florida”, ma a nostro più modesto avviso rientra in quel cromatismo universalmente associato all’estetica di Miami fin dagli anni ’80.

Freedom to dream, “Libertà di sognare”, forse l’elemento più debole e retorico della composizione, nelle intenzioni del club vorrebbe rappresentare “un tributo ai nostri tifosi e richiamare l’essenza della nostra squadra”. A noi basta constatare che si inserisce con garbo e discrezione sulla maglia riprendendo il rosa dei motivi a contrasto e utilizzando il medesimo font dello stemma sociale. Condivisibile o meno nei contenuti simbolici, esteticamente è stato calibrato cum grano salis. E non è poco di questi tempi.

L’unica nota dolente

Tutto molto bello, dicevamo. Aggiungiamoci anche che l’assenza di sponsor aiuta a valorizzare il risultato estetico e che le personalizzazioni, confermate nel font della scorsa stagione, ben si sposano con il kit. Unica nota dolente ci sembrano i prezzi che, nonostante la e Miami non siano esattamente rapportabili alla Premier ed al , sono perfettamente allineati agli standard europei. Una “authentic” personalizzata veleggia sui 160 dollari, qualcosa in meno per la versione anonima. Se poi vi accontentate della replica, e sulle differenze sostanziali andrebbe aperto un capitolo a parte, vi basteranno 90 o 120 dollari a seconda della scelta.

Ora però non annegate nell’amarezza di queste constatazioni legate al vile denaro, vi lasciamo con il pezzo giusto a farvi tornare il sorriso… e fin dall’inizio capirete perchè non potevamo non pubblicarlo proprio noi.

Autore

Tutto ha inizio alla vigilia di Italia '90, quando alle elementari non mette insieme abbastanza punti da prendere la maglia della nazionale. Ci resta malissimo e da lì inizia a disegnare divise per conto proprio fino a che, svariati anni dopo, si ritrova a progettare le maglie indossate in Serie A e B dalla principale squadra della sua zona. Quando una sua creazione viene consegnata al Papa, finalmente volta pagina. Oltre sè medesimo ammira molto Federico Maria Sardelli, Patrick Nagel, Ettore Borzacchini, Sergio Caputo, Marcello Veneziani e i Duran Duran. Non necessariamente in quest'ordine. Conduce vita ritirata e pratica scrupolosamente l'ira e l'accidia come virtù morali. Comincia ad avere una certa età e sarebbe l'ora mettesse giudizio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *