Less is more, soprattutto in casi spinosi come quello del Venezia F.C.

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Estetica / Italia / Maglie / Zone

La questione dei colori della del parte da lontano e negli ultimi due anni, a mio avviso, ha trovato la quadra pensando semplice e risolvendo in modo elegante una combinazione per niente facile da gestire. Rispetto e bilanciamento di arancione, nero, verde, tifosi e tradizione.

L’unione fa la polemica

Tutto parte dalla fusione del Calcio Venezia con l’A.C. Mestre nel 1987. La prima storicamente vestita di verde e nero, la seconda di arancio e nero. Si utilizzano diverse soluzioni per far coesistere i tre colori e molte volte fra i tifosi monta la polemica sul corretto dosaggio di arancio e verde. Si pretende che venga data la stessa importanza alle due fazioni che anche a livello politico cercano di aver riconosciuta la loro indipendenza.

Ad esempio nella stagione 1999/2000 viene presentata una maglia con pochissimo arancione e le proteste sono così forti che dopo qualche settimana viene abbandonata per una versione più equilibrata. Nella stagione 2007-08 – quella del centenario – invece si è giocato con una maglia speciale granata – colore associato alla Serenissima – che con Mestre ha poco a che vedere. Sembra quasi che le scelte di quegli anni tendessero a escludere la metà di terraferma, ma la società ha sempre smentito…
Polemiche che vanno avanti con più o meno vigore fino alla stagione 2012-13. Dalla stagione successiva si decide che il comune nero e il neutro bianco saranno i colori base rispettivamente della prima e della seconda maglia – non è una novità assoluta, questa soluzione era stata già adattata precedentemente ma adesso acquista continuità –. Entrambe saranno poi esaltate in egual maniera da inserti di arancio e verde.

L’eleganza che mette tutti d’accordo

Nella stagione 2014-15 Nike approda a Venezia e mantiene la linea del nero/bianco con innesti arancio-verdi in diverse varianti più o meno riuscite. Fino alla stagione scorsa dove, a mio avviso, si perfeziona un layout minimale e di buon gusto che non scontenta nessuno e che dovrebbe far riflettere sulle scelte azzardate di altre società più o meno blasonate.

Il rapporto con Nike è diretto, di conseguenza la fornitura non risente del passaggio tramite intermediario e le richieste stilistiche sono discusse con un occhio di riguardo. I risultati si vedono, sopratutto nelle maglie della stagione appena iniziata dove, con una semplice rotazione di 90° della trama, si ha un effetto di grande impatto raggiungendo l’apice nella maglia away.

Arancione, nero e verde sono perfettamente bilanciati. La denominazione societaria posta provvisoriamente al posto dello sponsor è la ciliegina sulla torta, anche grazie al lettering particolarmente azzeccato.

Curiosa ma logica la scelta di invertire la lettura dei colori – arancio-nero-verde – alla originaria denominazione societaria post fusione – Venezia-Mestre –. Questa lettura è entrata ormai nell’uso comune condiviso anche dai media e riportato sul logo societario fin dai tempi della denominazione Unione Venezia.

Autore

Grafico, ex portiere di calcio e calcio a 5, appassionato di Subbuteo, tifoso viola, semi-giapponese di acquisizione. L'amore per le maglie è una logica conseguenza o la matrice iniziale, visto che è nato parallelamente all'amore per il pallone in seconda elementare.

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