Un PSG sempre più «Jordanesco», dalle citazioni all’appropriazione

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Estetica / Europa / Maglie

Il 13 settembre del 2018 Nike – che ne detiene il marchio – annuncia che il Jordan vestirà il Paris Saint-Germain e al posto dell’iconico «swoosh», sulla maglia dei parigini apparirà il famosissimo «Jumpman» associato al più grande cestista di tutti i tempi. Jordan è alla sua prima esperienza nel calcio ma le idee sono chiare fin da subito e la contaminazione col mondo del basket è immediatamente evidente con i kit vestiti in in versione nera e bianca e, soprattutto, nel kit del portiere.

Michael ne è subito entusiasta…

Jordan Brand and Paris Saint-Germain share a distinct position in sport and style, so to partner with the club is a natural fit.

Primi richiami al basket e ai Bulls già nel 2018

Partiamo dalla scelta dei tre colori: nero, rosso e bianco. Vi ricorda niente? A me, fan dei migliori di sempre, assolutamente si! Il rosso, colore principale della franchigia nordstatunitense, non è applicabile alla prima maglia pel e viene dirottato sul portiere – il nostro Gigi Buffon n.d.a. –, mentre il nero – non troppo lontano dal blu scuro vestito negli ultimi anni – e il bianco sulle maglie dei calciatori di movimento. Lo stile è minimale e sotto il colletto – sia nell’interno maglia che sul retro – si nota il più evidente riferimento alla canotta dei Bulls, la fascetta bianco-rosso-nera simile a quella che circondava collo e spalle di Jordan, Rodman, Pippen e compagni.

Anche l’anno successivo si prosegue su questa falsa riga, spostando la maglia rossa a «terza» e mantenendo una versione nera come «quarta». Ma la parte più interessante, dove si gioca il più spudorato crossover è la collezione di abbigliamento parallela alle maglie gara, che inizia a strizzare l’occhio a un estetica anni ’90, con Kylian Mbappé testimonial e degno erede di Michael «Air» Jordan.

2020 tra tradizione e sperimentazione

Il 2020 è l’anno spartiacque con i primi due kit molto tradizionali – e molto belli – a un terzo e quarto kit completamente al di fuori del mondo PSG. Sul quarto ne abbiamo scritto qualche tempo fa, sul terzo invece continano le autocitazioni «Jordanesche» con l’utilizzo del Bordeaux presente in una delle sue scarpe più famose, la 7 «Bordeaux» utilizzata nell’All-Star Game del 1992. E in stile 1992 vengono proposte anche le collezioni extra campo, come la fantastica tuta pregara.

2021, esplode la bomba

Qualche settimana fa Jordan ha chiuso il cerchio con l’associazione fra Paris Saint-Germain e con autocitazioni quanto più esplicite non si può. Questo ha portato entusiasmo nei mercati extra europei e nei nostaglici del Dream Team, ma anche rabbia e sdegno nella tifoseria parigina che critica con ferocia l’eliminazione dell’iconico design «Hechter» con striscioni esposti l’indomani della presentazione che riportano:

Rendez nous les maillots Hechter
Boycott du maillots 2021-22

Lo stilista-presidente Daniel Hechter introduce questa banda rossa contornata di bianco nel 1973, prendendo spunto dalla maglia del mitico Ajax di Cruyff e dall’inconfondibile livrea della Ford Mustang. Diventando subito simbolo imprescindibile di questa società.

Jordan invece decide di andare per la sua strada e sfodera una divisa monocolore – rimanendo in tema pallacanestro – ma, soprattutto, inserisce quel girocollo e giromanica appena accennato nel 2018 che palesa la volontà di emulare la divisa che ha portato Chicago e Jordan stesso sul tetto del mondo sei volte.

Il colpo di grazia è però nelle decorazioni del pantaloncino che senza un minimo di vergogna clona quello che fu dei Bulls, riuscendo in un colpo solo a provocare emozioni e sensazioni opposte e contrastanti. Io, e come me penso molti altri, ne vorremmo un paio da indossare per tutta l’estate. Ma in egual modo sono – siamo – consapevole/i che con un campo di calcio hanno poco a che spartire.

Il comunicato della tifoseria

Scopriamo con rabbia e indignazione la maglia ufficiale del nostro club per la stagione 2021-22. È chiaro che questa, ancora una volta, non è la maglia del PSG. Ovviamente non siamo stati ascoltati abbastanza, quindi esprimeremo il nostro pensiero più forte. Siamo visceralmente attaccati ai nostri colori storici, alla maglia home ‘Hechter’ e alla maglia bianca away con strisce verticali rosse e blu. Crediamo che l’identità di una società passi attraverso il rispetto dei suoi colori tradizionali che la fanno risaltare tra mille. Non siamo nel marketing, ma sappiamo che questo rispetto è necessario per un’istituzione forte come i tifosi. Sogniamo di vedere i nostri giocatori vincere tanti titoli indossando questi unici colori che ci fanno battere il cuore.
Per tutti questi motivi chiediamo ai nostri soci, ai tifosi e a tutto il popolo parigino di boicottare le maglie della prossima stagione e più in generale di non acquistare una sola maglia che non rispetti la nostra storia. Verranno svolte anche azioni contro la maglia fino al ritorno dei nostri storici colori.
Insieme siamo invincibili!

Autore

Grafico, di nuovo portiere di calcio e calcio a 5, appassionato di Subbuteo, tifoso viola, semi-giapponese di acquisizione. L'amore per le maglie è una logica conseguenza o la matrice iniziale, visto che è nato parallelamente all'amore per il pallone in seconda elementare.

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  1. DG ha detto:

    Ma non si vergognano ?

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