Robur Siena: scacco in 115 mosse

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A corre l’anno 1904 quando un gruppo di amanti del “Foot-Ball” (riprendendo la dizione in uso all’epoca) fuoriesce dalla S.S. Mens Sana per dar vita alla Società Studio e Divertimento, gettando così il seme del calcio che fiorirà sotto le insegne della Robur a partire dal 1908. Naturalmente il sodalizio si dota di una propria divisa, che trae i colori dall’araldica comunale, cosa abbastanza comune, organizzandoli però in modo originale con grandi scacchi bianconeri.

115 anni dopo, la Società erede di quella tradizione sportiva decide di celebrare quel momento e lo fa con una divisa speciale che ne riprende i tratti fondamentali. Ne abbiamo parlato con Michele Corbini, collezionista senese (qui la sua raccolta di maglie da fine anni ’70 ad oggi) che ha contribuito con i propri cimeli alla riuscita della mostra che ha accompagnato le celebrazioni del 115° anniversario bianconero, evento al quale hanno partecipato anche numerosi ex del sodalizio senese.

Michele, è stata anche l’occasione per dare alla luce una maglia speciale, caratterizzata dalla particolarissima struttura a scacchi.

Sì, un evento che è stato accolto con piacere e positività dalla città e dai tifosi. Sulla struttura c’è da dire che a Siena il pubblico si divide fra chi preferisce la maglia a scacchi, tenuta caratteristica degli anni ’20 al netto delle sporadiche riproposizioni recenti, e chi è più legato alla maglia palata (o “a strisce” che dir si voglia).

Il template è quello che ha già usato per i 70 anni della Sampdoria nel 2016, ma se allora motivo di discussione furono i laccetti, nel vostro caso mi pare che la nota stonata la rappresenti l’invasività degli sponsor.

É il calcio di oggi. Chi investe chiaramente lo fa per ottenere una visibilità. Magari poteva essere valutata una qualche alternativa che permettesse di armonizzare maggiormente le esigenze degli inserzionisti con l’aspetto estetico. Nel nostro caso Joma non ha fatto gaffe visto che la Robur ha utilizzato effettivamente anche maglie con i laccetti.

Al netto di queste considerazioni, come valuti questo modello?

Positivamente. E se avessi dovuto disegnarla io, l’avrei realizzata nello stesso modo. Avrei forse modificato solo il tessuto, proponendo qualcosa di più vintage: se non l’effetto-lana visto con altre squadre (Padova e Parma centenario per esempio, ndr) almeno una composizione con 60% cotone come le nere della stagione 2012/13.

Si pensava venisse utilizzata solo nella gara contro il Pontedera ma poi è tornata nuovamente in campo.

Sì, nonostante la sconfitta “all’esordio” è stata riproposta anche successivamente. Questo giustifica in qualche modo la scelta di garantire una visibilità “standard” agli sponsor.

Abbiamo detto in apertura della distinzione fra gli amanti della tenuta a scacchi e quelli della maglia a strisce. Ma quando e perchè avviene questa transizione nella storia della maglia del Siena?

Il passaggio matura già negli anni ’30. Sui motivi si possono fare varie congetture, ma probabilmente l’ipotesi più ragionevole è quella per cui si sia virato sulle strisce perchè rappresentavano un modello d’uso comune (rispetto agli scacchi) in ambito calcistico (ricordiamo anche un bizzarro tentativo di mixare scacchi e strisce da parte di nella stagione 2005/06, ndr).

Fra le maglie a scacchi riproposte in epoca recente, inclusa questa, ce n’è una che ha riscosso maggiore successo rispetto alle altre?

Complessivamente si tratta di 5 modelli. Molti tifosi sono legati a quello utilizzato nelle ultime gare della stagione 1999/00, sia perchè dal punto di vista sportivo ha accompagnato il ritorno in Serie B dopo oltre mezzo secolo di assenza, sia perchè ha rappresentato di fatto la prima riproposizione degli scacchi a 70 anni di distanza dall’ultima. In second’ordine credo si possa considerare quella del centenario.

Nel binomio scacchi/strisce, oltre alla maglia “compromesso” di Mass si inserisce un’altra “anomalia” nella stagione 2014/2015…ma di questo parleremo nel prossimo incontro con Michele Corbini che ringraziamo per il tempo, il materiale e le competenze che ci ha messo a disposizione.

Autore

Tutto ha inizio alla vigilia di Italia '90, quando alle elementari non mette insieme abbastanza punti per prendere la maglia della nazionale. Ci resta malissimo e da lì inizia a disegnare divise per conto proprio fino a che, svariati anni dopo, si ritrova a progettare le maglie indossate in Serie A e B dalla principale squadra della sua zona. Quando una sua creazione viene consegnata al Papa, finalmente volta pagina. Oltre sè medesimo ammira molto Federico Maria Sardelli, Patrick Nagel, Ettore Borzacchini, Sergio Caputo, Marcello Veneziani e i Duran Duran. Non necessariamente in quest'ordine. Conduce vita ritirata e pratica scrupolosamente l'ira e l'accidia come virtù morali. Comincia ad avere una certa età e sarebbe l'ora mettesse giudizio.

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