Galà “Romeo 20”: a Pisa gli Avengers nerazzurri e le loro maglie storiche

Lascia un commento
Eventi / Italia / Storie / Zone

C’era la divinità venuta dal freddo Nord, il Capitano senza paura, quello dalle abilità tecniche incredibili che fa pure battute simpatiche, quello grande e grosso con il quale non vorresti mai avere una diverbio e molti altri ancora, tutti riuniti per un’occasione speciale (che non era salvare il mondo). Parliamo delle glorie nerazzurre intervenute al galà “Romeo 20” che si è tenuto al Teatro Verdi di , a conclusione del ciclo di appuntamenti attraverso i quali è stata commemorata la figura del “presidentissimo” Romeo Anconetani a 20 anni dalla sua scomparsa.

Constatiamo con una punta di amarezza l’assenza di Scarlett Johansson, e di questo ci dispiace profondamente, ma i tifosi nerazzurri se ne sono fatti una ragione davanti a Dunga, Berggreen, Piovanelli e compagnia cantante.

Per coloro che hanno vissuto quel periodo, in cui il Pisa navigava stabilmente fra e , la serata del Verdi ha davvero rappresentato l’occasione di riabbracciare i propri supereroi (calcistici). Ora provate a immaginare come sarebbe custodire il mantello di Thor e farlo indossare di nuovo al legittimo proprietario. E’ l’emozione che ha provato Matteo Cerrai, pisanissimo collezionista nerazzurro, la cui storia personale si intreccia con quella di Klaus Berggreen negli anni di permanenza del danese sotto la Torre. Di questo e del Matteo collezionista e cultore della nerazzurra parleremo in un altro articolo, intanto ci siamo fatti raccontare com’è andata al Verdi.

“Romeo 20”, come nasce l’idea?

Nasce dal nipote di Romeo Anconetani, Matteo, che nel ventennale dalla scomparsa del presidentissimo ha organizzato una serie di eventi per celebrarne la memoria. La serata del Verdi il 4 Novembre scorso ha rappresentanto l’atto conclusivo, il coronamento della commemorazione.

Anconetani cosa ha rappresentato e cosa rappresenta ancora oggi per il Pisa ed i tifosi nerazzurri?

Romeo ha avuto con la città un rapporto anche burrascoso in certe occasioni, ma la sua reggenza rappresenta il punto più alto nella storia del Pisa dal 1909 ad oggi.

Dal tuo punto di vista, quali sono stati i momenti più significativi della serata del Verdi?

Il momento più toccante è stato quello della lettura della missiva fatta recapitare dalla signora Simoni, con la quale ringraziava i tifosi per aver eletto il marito (mister Gigi Simoni non ha potuto essere presente) miglior allenatore della storia del Pisa. Poi tanti momenti leggeri e divertenti, soprattutto quando i giocatori raccontavano aneddoti sul loro vissuto col presidentissimo.

Parliamo di maglie: colpo d’occhio suggestivo con le divise dell’epoca schierate sul palco del Verdi. Che “valore aggiunto” hanno rappresentato?

In primis permettimi di precisare che le maglie non erano solo provenienti dalla mia collezione. L’allestimento è stato realizzato insieme a Yuri Bianchi. Insieme abbiamo dato vita alla “History Pisa Soccer Collectionist” che riunisce le rispettive collezioni private in occasione degli eventi.
La maglia per il tifoso rappresenta un oggetto quasi sacro, con insito il potere magico di rievocare immediatamente dei ricordi altrimenti dati per persi. Lo stesso è accaduto sul palco del Verdi con i giocatori che, rivedendo e toccando quei pezzi di storia, hanno rivissuto uno spaccato di vita sportiva. Guardare una maglia è come aprire un album, condensa in sè eventi, personaggi e risultati.

C’è lo zampino di Romeo Anconetani anche nell’evento che farà di te un collezionista, vero?

Sì, una storia che comincia con Anconetani, un giocatore che parla solo inglese e mio padre.

Una storia che merita un capitolo a parte.
Presto su .

Autore

Tutto ha inizio alla vigilia di Italia '90, quando alle elementari non mette insieme abbastanza punti da prendere la maglia della nazionale. Ci resta malissimo e da lì inizia a disegnare divise per conto proprio fino a che, svariati anni dopo, si ritrova a progettare le maglie indossate in Serie A e B dalla principale squadra della sua zona. Quando una sua creazione viene consegnata al Papa, finalmente volta pagina. Oltre sè medesimo ammira molto Federico Maria Sardelli, Patrick Nagel, Ettore Borzacchini, Sergio Caputo, Marcello Veneziani e i Duran Duran. Non necessariamente in quest'ordine. Conduce vita ritirata e pratica scrupolosamente l'ira e l'accidia come virtù morali. Comincia ad avere una certa età e sarebbe l'ora mettesse giudizio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *