Isolotto Blocktrotters: jumping around the block con stile

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Fuorigioco

Non di solo calcio vive Jersey Vice, ci sono anche altri sport interessanti. Da queste parti piace molto il basket e, pur essendo questo un articolo autoreferenziale, scrivo di un piccolo progetto che sembra poter prendere il volo.

Isolotto, Quartiere 4 di Firenze. A un scarno gruppo di amici piace ritrovarsi al campetto a fare due salti e due tiri. Ci portano pure i figli e, quando presenti, sfidano i ‘pischelli’ della zona. La cosa va ormai avanti da almeno un paio d’anni – forse di più –, e «com’è, come non è» il gruppo si allarga, si da un nome e decide di vestirsi bene. Quest’ultima idea colpisce gli amici degli amici e l’esiguo gruppetto si allarga parecchio. A questo punto Rico – io – prende in mano la situazione e disegna il che viene applicato sulle canotte che fanno invidia a tutto il quartiere.

Il degli Blocktrotters

L’idea dei Blocktrotters nasce, banalmente, qualche anno dopo che il (futuro) trio fondatore si è goduto un’esibizione dei ben più famosi e talentuosi Harlem Globetrotters in tour a Firenze. Si decide dunque di scimmiottarli, ma avendo un raggio d’azione decisamente più limitato si passa dal globe (mondo) al block (quartiere), che comunque 3/4 campetti nei quali trottare li ha.

Sciolto il nodo del nome si passa al simbolo. La prima e felice idea è quella di rappresentare l’opera più imponente e significativa della zona, il Ponte all’Indiano, così da poter creare un marchio che ricordi la squadra più forte e iconica del basket degli ultimi 10 anni: i . Unica variante i colori. Al posto del bianco-rosso-blu degli Harlem o del giallo-blu di Golden State si opta per un rosso (Firenze) e un grigio (block, street, etc…).

Una romantica visuale del ponte che può sembrare scattata durante un aperitivo a Brooklyn

La canotta degli Blocktrotters

Per la divisa abbiamo dovuto mischiare tre elementi di fondamentale importanza: lo stile, la praticità e l’economia. Per quest’ultima abbiamo valutato i modelli a costo ridotto di vari produttori e abbiamo deciso di virare su Macron: ottimo rapporto qualità/prezzo, ottimo servizio di stampa per le personalizzazioni, vicino a casa.
Praticità: per i nostri scontri in famiglia o con chi capita alla «Montagnola» avevamo bisogno di una muta doubleface, l’idea di partenza era grigia e nera – come i , rimembranze da aperitivo –, ma il 99% di questi modelli su un lato usa il bianco. Almeno il nero è confermato.
Stile: eccolo qua.

Per la versione bianca abbiamo deciso di applicare il sul petto come i nostri cugini d’oltre oceano, mentre per la versione nera un semplice lettering con un font caro a questo sito.

Come spesso accade fra il progetto su carta (o su monitor) e il reale prodotto si mettono di mezzo alcune variabili che portano a piccoli compromessi: il lato bianco della canotta – che è traforata – assorbe un po’ di nero dell’altro lato e diventa grigio (cosa che tra l’altro ci piace molto), quindi il grigo della scritta intorno al viene modificato in rosso per una maggiore leggibilità; viene (qui ci piace meno) tolto il cerchio intorno al numero sulla schiena, per problemi sia tecnici che di costi; il lato nero invece non subisce cambiamenti.

Il risultato è comunque decisamente accattivante

I Blocktrotters diventano un’Associazione Sportiva Dilettantistica

In estate trovarsi a giocare nei campetti del quartiere è comodo e semplice, ma l’inverno fra pioggia, vento e basse temperature il gioco del basket ne risente. E ai tre soci fondatori viene l’idea di creare un’Associazione Sportiva Dilettantistica – con l’obiettivo di farla diventare polisportiva – in modo da potersi aggiudicare uno spazio al chiuso adeguato per poter portare il campino in palestra e condividere il gioco con chiunque abbia voglia di aggregarsi.

Dopo la macchina creativa quindi si è messa in moto anche quella burocratica e potrete seguire la vicenda sulla neonata pagina facebook del gruppo.

Non dimentichiamo le t-shirt

Per chiudere in bellezza non potevamo esimerci da proporre una serie di t-shirt per chi sostiene o sosterrà il progetto o anche solo per chi le trova interessanti. Ci sono diverse versioni e colori e potete comodamente acquistarle su questo stesso sito.

Golden State who?

Autore

Grafico, di nuovo portiere di calcio e calcio a 5, appassionato di Subbuteo, tifoso viola, semi-giapponese di acquisizione. L'amore per le maglie è una logica conseguenza o la matrice iniziale, visto che è nato parallelamente all'amore per il pallone in seconda elementare.

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