La leggenda degli uomini-sandwich

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uomo sandwich sponsor

Uno dei temi ai quali siamo più affezionati è quello del rapporto fra maglie da calcio e sponsor commerciali. Non vivendo sulla Luna siamo consapevoli del valore economico dell’argomento, di quanto ciò rappresenti una voce importante per le casse delle Società o della Lega di turno.

Ci chiediamo però se sia giusto che un tifoso si ritrovi a dover sborsare cifre relativamente importanti per poi doverse andarsene in giro (allo stadio o dove volete…) conciato come un “uomo-sandwich”. Se almeno fare scempio delle divise, con loghi di ogni forma e colore, portasse almeno ad una sensibile revisione al ribasso dei costi al pubblico…e invece no, anzi!

L’occasione per questa riflessione ad alta voce ce l’ha data la presentazione della nuova maglia del . Frutto della consultazione online dei tifosi rosanero, senza inventarsi cose particolarmente strane, gioca efficacemente sulla ripresa delle ali stilizzate del nuovo simbolo societario. Una maglia esteticamente piacevole, equilibrata, lineare, completamente snaturata all’atto pratico dall’applicazione di sponsor a profusione. Viene anche da chiedersi che giovamento ne trovino gli inserzionisti stessi, quale ritorno di visibilità e di immagine dall’essere inseriti in un contesto in cui la leggibilità è optional.

Chiaramente ci riferiamo al Palermo giusto per una questione di mera attualità, ma il discorso lo si può estendere serenamente al 99,9% delle squadre professionistice nostrane. Ci stiamo organizzando da questo punto di vista per raccogliere un pò di riscontri dalle varie “campane”: collezionisti, semplici tifosi, uffici marketing delle Società di calcio e degli sponsor.

Sarebbe bello capire se ci sono i margini per un ritorno al passato, oppure se il destino delle maglie delle nostre squadre del cuore è ormai definitivamente segnato.

Autore

Tutto ha inizio alla vigilia di Italia '90, quando alle elementari non mette insieme abbastanza punti per prendere la maglia della nazionale. Ci resta malissimo e da lì inizia a disegnare divise per conto proprio fino a che, svariati anni dopo, si ritrova a progettare le maglie indossate in Serie A e B dalla principale squadra della sua zona. Quando una sua creazione viene consegnata al Papa, finalmente volta pagina. Oltre sè medesimo ammira molto Federico Maria Sardelli, Patrick Nagel, Ettore Borzacchini, Sergio Caputo, Marcello Veneziani e i Duran Duran. Non necessariamente in quest'ordine. Conduce vita ritirata e pratica scrupolosamente l'ira e l'accidia come virtù morali. Comincia ad avere una certa età e sarebbe l'ora mettesse giudizio.

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