Mi viene voglia di chiudere tutto: home kit Inter 2021-22

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Estetica / Italia / Maglie / Zone

Footy Headlines – che non sono gli ultimi arrivati e fanno bene il loro lavoro – sembra confermare le prime indiscrezioni sulla nuova home dell’ per la stagione 2021-22 e dentro di me si è rotto qualcosa. Ultimamente abbiamo commentato, anche ironicamente, molte scelte estetiche riguardanti maglie e loghi, sia positivamente che negativamente, ma non ci saremmo mai aspettati di vedere e commentare questo scempio.

Capisco la voglia di stupire, di innovare, di creare scalpore – da queste parti apprezziamo molto lo spirito che ha contraddistinto gli anni Novanta –. Capisco il volersi collegare al «biscione», alla milanese, al lusso. Capisco la tendenza della strappona finanziata dall’oligarca di turno, del nuovo ricco o dell’emulatore nel vestirsi con poco gusto. Ma siamo sicuri di aver capito cosa ama il tifoso? L’esperienza della Superlega non ha insegnato niente? Qual’è esattamente il segmento di mercato di riferimento? Vorrei anche capire cosa ne pensano i/le tesserati/e dell’Inter di questo kit e se non si sentono in imbarazzo a indossarlo in un campo di calcio.

Qui non si rimpiangono i terreni fangosi e le maglie di lana che a novembre arrivavano a pesare chili o che pizzicavano a contatto con la pelle. È un tempo romantico, passato. Il calcio e i materiali si sono evoluti, ma il buon gusto dovrebbe rimanere alla base di tutto.

Oggi siamo andati oltre, viene quasi vogli di chiudere tutto… poi sicuramente ne venderanno milioni perché noi vecchi quarantenni non abbiamo capito nulla e viviamo nel passato. E allora le altre squadre si adegueranno e rilanceranno. A quel punto chiuderemo tutto per davvero, o intensificheremo la nostra critica per far tornare il buon gusto al centro.

Ti rendi conto di quello che stai facendo?!

Autore

Grafico, ex portiere di calcio e calcio a 5, appassionato di Subbuteo, tifoso viola, semi-giapponese di acquisizione. L'amore per le maglie è una logica conseguenza o la matrice iniziale, visto che è nato parallelamente all'amore per il pallone in seconda elementare.

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